La psicoterapia breve strategica

Nelle note che seguono cercherò di descrivere gli aspetti principali del modello di psicoterapia breve strategica le cui basi furono poste a Palo Alto in California e che fu poi sviluppata, presso il Centro di Arezzo, da Giorgio Nardone, in collaborazione con Paul Watzlawick.

Le tentate soluzioni
Le tentate soluzioni sono quelle misure e quei comportamenti che si basano sulla razionalità e sul buonsenso e che aggravano o perpetuano il problema. Qualche esempio per chiarire.

  • un uomo ha una défaillance sessuale, comincia a temere un’iniziale impotenza e si mette alla prova per verificare la sua virilità, non per un desiderio sessuale. Rischia così di fallire una seconda volta e poi una terza arrivando a sentirsi impotente.
  • i familiari di un depresso lo spingono a reagire, a darsi una mossa. Il risultato è che la persona sta peggio perché non riesce a reagire e si sente inadeguato e in colpa.
  • una ragazza per motivi che non sa dire ha paura dei cani: ne sta alla larga, cambia marciapiede, quando ne vede uno. Un giorno incontra per caso una signora che conosceva appena e aveva un cane in braccio. Ignara del problema fobico la signora, che ha dimenticato qualcosa in un negozio dice alla ragazza “Tienimelo un attimo”e le getta il cagnolino in braccio. Dopo lo sconcerto iniziale, la ragazza qualche tempo dopo chiede ai genitori di procurarle un cane!

L’esperienza emozionale correttiva
La ragazza con la fobia dei cani esemplifica il concetto di tentata soluzione( evitare i cani) e il suo superamento attraverso un “incidente” a forte impatto emotivo, che fa sparire quasi per incanto la paura. Il concetto di esperienza emozionale correttiva risale allo psicanalista Franz Alexander nel 1946. Si rifà a Michael Balint. Quest’ultimo racconta di una sua paziente con la fobia di non essere in grado di fare una capriola a terra e per questo tormentata dal timore di cadere o di perdere l’equilibro: la donna guarì repentinamente quando un giorno inciampando nel tappeto del suo studio e rotolando a terra fece una splendida capriola rialzandosi prontamente.

L’evento casuale pianificato
L’episodio raccontato da Balint è alla base di un altro concetto terapeutico elaborato dai maestri Paul Watzlawick e John Weakland, quello di evento casuale pianificato, cioè l’idea che per produrre cambiamenti terapeutici rapidi e concreti sono necessarie manovre comunicative o prescrizioni tali da creare nella vita del paziente esperienze correttive che gli appaiano casuali mentre in realtà sono stratagemmi.

Strategie e stratagemmi
L’obiettivo consiste quindi nel far sì che il soggetto abbandoni le proprie tentate soluzioni e che sperimenti in modo concreto il cambiamento terapeutico inducendolo attraverso stratagemmi e prescrizioni a vivere esperienze emozionali correttive, non casuali, ma pianificate.

Protocolli di trattamento
Per molte patologie sono stati messi a punto negli anni modelli di intervento specifici, che devono poi essere adattati al singolo individuo.