Disturbo ossessivo compulsivo

Il bisogno, molto diffuso, di controllare se stessi, gli altri, la realtà ha nel disturbo ossessivo-compulsivo il suo epicentro. Le compulsioni, azioni o pensieri, che l’ossessivo si costringe a mettere in atto servono a mantenere il controllo o, quando lo si è perso, a recuperarlo e a scongiurare i possibili effetti negativi.

Il bisogno di controllo parte da una base razionale ma è esasperato fino all’assurdo. Ad esempio, è una buona abitudine lavarsi se ci si è sporcati, ma non è normale farlo per ore, senza riuscire oltretutto a dissipare il dubbio di essersi puliti a sufficienza.

E’ opportuno controllare la sera che il gas sia chiuso, ma non lo è farlo e rifarlo alzandosi anche di notte perché non si riuscirebbe a dormire altrimenti. E’ giusto, quando si guida, prestare attenzione ai ciclisti che si muovono lungo il ciglio della strada, ma non lo è tornare indietro perché angosciati dal dubbio di averne investito qualcuno.
Questi pazienti sono ossessionati dalla paura di infettarsi, di contrarre malattie, di far male a qualcuno, di lasciar cadere un bimbo mentre lo tengono in braccio e così via. Qualsiasi cosa, se portata all’esasperazione, può diventare un’idea ossessiva, da cui ci si difende con i rituali compulsivi.

Le ossessioni non nascono solo dalla paura.

A volte, si basano sulla ricerca di un piacere che sconfina nel dolore: ad esempio, la cosiddetta tricotillomania (l’impulso incontrollabile a strapparsi peli e capelli); l’impulso a tagliuzzarsi; lo shopping compulsivo; il gioco d’azzardo e così via.

Tipi di rituali

Per quanto riguarda i rituali si possono suddividere in tre tipi:

  • Preventivi, cioè orientati al futuro, volti a premunirsi da qualche evento negativo che potrebbe verificarsi.
  • Riparatori sono quelli finalizzati a cancellare gli strascichi di qualcosa che è successo.
  • Propiziatori, che servono a far sì che le cose vadano come si desidera.

L’intervento terapeutico
Il modello della terapia strategica prevede che siano individuate e poi smantellate le tentate soluzioni fallimentari che sostengono il problema. Nel caso del DOC, oltre ai rituali, le altre tentate soluzioni sono l’evitamento e la richiesta di rassicurazioni. La terapia breve strategica ha messo a punto varie tecniche di intervento, in parte paradossali, con la prescrizione del sintomo, in parte no. Per quanto sia un disturbo difficile da trattare i risultati in un buon numero di casi sono soddisfacenti.